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stato il programma –
non solo tra le serie tv – più visto della scorsa stagione a
“stelle e strisce”. Ma è anche stata indicata come la serie del
nuovo corso, del nuovo millennio, del post-elezione di Obama:
il ritorno ad un racconto più “umano”, più sensibile e meno
caratterizzato dalla scientifica e dai... numbers.
Patrick Jane (Baker), forte del suo spirito di osservazione
fuori dal comune, in passato si faceva passare per medium. La
sua vita cambia radicalmente quando un serial killer, Red John,
stermina la sua famiglia, moglie e figlioletto, dopo che Jane lo
sbeffeggia pubblicamente in tv. Jane viene ingaggiato come
consulente presso il California Bureau of Investigation di
Sacramento, in California, per risolvere i casi più
intricati, quelli in cui neanche le piastrine del DNA riescono a
far luce. I compagni di squadra lo guardano dapprima con
circospezione, così strambo e fuori dalle regole, talvolta
fastidioso, rude e un tantino aggressivo...
Teresa Lisbon (Robin Tunney, Law & Order,
Prison Break) ha 36 anni ed è a capo della squadra di
investigatori che dirige con serietà e distacco. In molte
occasioni è esasperata dal comportamento di Jane anche se
riconosce le sue abilità nel risolvere i casi e oltre alla stima
professionale prova anche una certa attrazione nei suoi
confronti. Grace Van Pelt (Amanda Righetti, OC,
North Shore) ha solo 25 anni ed è la neofita del gruppo: nei
confronti del protagonista nutre molta curiosità, perché crede
nei medium. Kimball Cho (Tim Kang, I Soprano,
The Office, Monk, Ghost Whisperer, Law &
Order) e Wayne Rigsby (Owain Yeoman, The Nine,
Terminator: The Sarah Connor Chronicle) completano il
team; il primo appoggia Patrick dichiaratamente, il secondo
subisce il fascino della giovane Van Pelt. Red John, che non si
vede praticamente mai, diventa il fil rouge del telefilm, “parte
integrante del lato oscuro di Patrick Jane”, secondo l'ideatore
Bruno Heller.
“Watch closely” (Guarda da vicino), questo è lo slogan con cui
il marketing della CBS ha promosso The Mentalist negli
USA. Ma “guarda da vicino” è anche un gioco di parole per
introdurre l’attore che interpreta il ruolo del protagonista:
Simon Baker, uomo dall’indubbio fascino che ha già
conquistato le platee femminili d’oltreoceano e ora si appresta
a riscuotere consensi in Italia.
Biondo, sguardo intenso e penetrante, fascino dell’australiano
emigrato a cercar fortuna in America. E proprio qui, dopo
passaggi in ruoli minori (nel film L.A. Confidential) e
il debutto da protagonista nella serie The Guardian, l’ha
effettivamente trovata con l’exploit nel film Il diavolo
veste Prada. L’ideatore della serie, Bruno Heller (già mente
della coproduzione Roma, firmata HBO-BBC), al momento dei
casting cercava “qualcuno come Cary Grant, qualcuno che si
muovesse e sembrasse grazioso perché la gente in realtà diffida
delle persone troppo cerimoniose e serviva una caratteristica
del genere: e Simon è ed ha tutte queste cose”. E gran parte
del successo della serie, che in America ha raggiunto picchi di
19 milioni di telespettatori, attestandosi attorno ad una media
di 16 milioni, è dovuto proprio a Simon Baker che è per
The Mentalist quello che Gorge Clooney è stato per ER.
Solo che è biondo...
Il canale CBS, dopo alcuni esperimenti fallimentari con le
ultime serie tv, ha voluto puntare sul sicuro con The
Mentalist, che segna un ritorno alle origini del genere
poliziesco. Infatti l’ideatore Bruno Heller ha delineato un
carattere alla Colombo piuttosto che alla Sherlock Holmes e a
differenza dei drammi polizieschi di ultima generazione, in
stile CSI, le indagini si risolvono con l'intuito e
non più attraverso le analisi al microscopio. Che sia una
nuova svolta? Se l’è chiesto anche il New York Times che
ha scritto: “Quando CSI ha preso il via nel 2000 ha
mitizzato la medicina legale e ha profondamente influenzato
molti telefilm rivali. Ha anche cambiato il modo in cui il
pubblico percepiva il lavoro della polizia, accrescendo
enormemente irrealistiche aspettative”. Così la serie ha
inaugurato un cambio di trend al grido di “meno DNA e più
intuizione!”.
Tutti d’accordo i consensi per il protagonista della serie e per
il resto del cast. L'Hollywood Reporter ha sentenziato:
“Questo ruolo è cucito addosso a Baker che ha un talento
naturale per interpretare con charme ruoli irriverenti!”. USA
Today ha sostenuto che “Baker: è sicuramente nata una
stella”. E ancora The New York Times: “Baker fa bene agli
occhi e alla mente”. Ma chi è Simon Baker? Nasce il 30
luglio 1969 a Launceston, Tasmania, Australia. Biondo, sorriso
disarmante, è sposato con la collega Rebecca Rigg (già vista nel
film Jerry McGuire al fianco di Tom Cruise) e ha tre
figli : Stella Breeze (classe 1993), Claude Blue (classe 1998) e
Harry Friday (classe 2001). I coniugi Baker sono molto amici di
Nicole Kidman, che Rebecca ha conosciuto ai primi provini per
tentare la carriera cinematografica in Australia. Nicole infatti
è anche la madrina dell’ultimo genito di Baker, Harry.
La bibbia americana del piccolo schermo, TV Guide, lo
ha appena incoronato “uomo più sexy della tv”, detronizzando
Patrick Dampsey di Grey’s Anatomy che si era aggiudicato
il titolo per ben due anni consecutivi. E non è finita qui, nel
2002, People Magazine lo ha segnalato tra le 50 persone
più affascinanti del mondo. Il suo motto? “Se non sei fiero di
quello che fai, cambia mestiere: vendi scarpe piuttosto!”. E se
lo dice lui che prima di sfondare nel cinema faceva il
muratore... Del suo personaggio in The Mentalist dice:
“Il detective Jane è un tipo non convenzionale, fuori dalle
regole. Ha un passato tragico ma non ne è sopraffatto anzi è
capace di reagire con umorismo”. Sul telefilm invece aggiunge:
“Noi non troviamo la verità sotto la lente del microscopio, la
scopriamo indagando la natura umana”.
Pubblicato il: 2 settembre 2009 |