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DAWSON'S CREEK - Prima stagione » Dietro le quinte: Primo giorno.

 

In questa pagina ti riportiamo il dialogo ad oggetto di uno degli extra contenuti nel cofanetto; precisamente:

DAWSON'S CREEK: PRIMO GIORNO

From Day One

Paul Stupin (Producer): Io avevo un accordo con la Columbia Television.

Kevin Williamson (Producer): Eccomi li, uno sceneggiatore sconosciuto. Spaventato all'idea di non poter lavorare dopo Scream.

P: Discutemmo della possibilità di creare una serie televisiva.

K: Non avevo idee. Me ne stavo li seduto e, all'improvviso, iniziai a parlare della mia vita. Dissi: "Immaginate questo ragazzino, cresciuto vicino all'acqua e che sogna da sempre di diventare Steven Spielberg". Quella notte rimasi alzato a scrivere una traccia. Dicendomi: "Devo inventare tutta la storia". E m'inventai, in una notte, quelli che sarebbero poi stati i primi sei episodi.

P: Andammo alla Fox, la presentammo e la comprarono praticamente li su due piedi, come sceneggiatura.

K: Era il periodo natalizio e io ero a casa con le dita incrociate: "Gli piacerà?".

P: E loro declinarono.

K: Il copione finì in un cassetto. La mia vita era finita. Pensai che non se ne sarebbe mai fatto nulla.

P: Il progetto non procedette fino all'estate seguente.

K: Poi arrivò la WB. E loro parlarono con passione infervorata di quanto avessero amato il copione.

P: Circa un mese dopo ci diedero il permesso di realizzare un breve film di presentazione. Una delle prime persone che scritturammo fu Michelle Williams.

K: Volevo che possedesse tutte le qualità: l'intelligenza, il sex appeal, il fascino, l'umorismo. Michelle Williams le aveva tutte. E' una di quelle creature che nascono già con sex appeal incorporato. Venne al provino e dovette leggere un paio di scene. C'era una scena in cui entrava e guardava suo nonno, che stava morendo. Lo guardava e diceva semplicemente: "Fa tanto male?". Iniziò a piangere e io e Paul ci guardammo e: "La parte è sua. E' lei, E' lei. Avanti il prossimo!". Josh Jackson fu uno dei primi che scegliemmo. Capimmo subito che Josh era il miglior attore tra i ragazzi visti perché era Pacey. Ci colpì profondamente col suo fascino innato e la personalità con cui permeava tutte le battute che leggeva. Richiamammo molto spesso gli attori perché ero giovane ed indeciso.

P: In una fase successiva del casting, Marsha Showman, un'addetta, ci disse: "Dovete vedere questa". Ed era Katie Holmes. Sua madre l'aveva filmata nel suo seminterrato. Io e Kevin la guardammo e pensammo: "Benissimo, ecco Joey Potter".

K: Io e Paul veramente avevamo già scelto un'altra per la parte. E poi, guarda guarda, all'ultimo momento arrivò quella cassetta. Guardammo semplicemente quel viso su una videocassetta scadente. Tutti quei capelli e poi, da qualche parte in quella massa c'erano questi due occhi solenni e incantati che quando guardavano verso la cinepresa, potevano sconvolgerti. Possiede doti da star e questo perché è una star.

P: Eravamo ormai vicini alle riprese e continuavamo a cercare Dawson. I giorni diventarono settimane. Dobbiamo aver fatto 400 o 500 provini. E ancora non avevamo un attore che interpretasse Dawson Leery. Guardai la cassetta e pensai: "Ecco, questo ragazzo è bravissimo. Facciamo venire James a Los Angeles per lo studios e il network".

K: Volevo scritturare qualcuno che possedesse una certa intelligenza e che sapesse ridere e piangere come un bambino. Cercavo quella vulnerabilità.

P: Poi venne fuori l'dea di filmare a Wilmington, nella Carolina del Nord.

K: Wilmington è una cittadina della East Coast aperta al cinema. Hanno uno studio attrezzato e fu quindi la scelta più ovvia. Considerammo altre zone ma la Carolina del Nord era perfetta perché estremamente intonata a quello che volevo creare. E io mi sentivo a casa. Ero li a filmare Dawson's Creek a due ore e mezzo dal vero Dawson's Creek, dove ero cresciuto. Ero io il tipo in giardino con la mia 8mm che filmava questi film dell'orrore. Che leggevo il mio Fangoria. E avevo davvero un'amica che viveva lungo il fiume. Si chiamava Fanny e superava il ponte in barca fino a casa mia perché ci volevano 5 minuti. Comminando, ci metteva 45 minuti. Veniva a casa mia la sera tardi e poi doveva fermarsi a dormire. E allora dormivamo insieme e guardavamo la TV tutta la notte. Io osservo tutti i personaggi. Ho preso un mio difetto caratteriale o un tratto più o meno ovvio e generale e l'ho applicato a tutti. Ho imparato a farlo in tutto. E' questo che ti spinge a scrivere. Che mantiene tutto sul personale, che mantiene tutto vivo.

P: Ci trovammo nell'insolita posizione quando lo mostrammo, di aver girato tutti e 13 gli episodi. E fu divertentissimo vedere l'ondata d'interesse che iniziava ad invaderci dal pubblico. Dawson's Creek più di altri, credo, ha una schiera di fan molto accanita.

K: E' importantissimo restare in contatto con quello che ti dicono i fan. Per tutte le ragazzine che amano James ce ne sono altrettante che amano Pacey. Cosa che noi avevamo predetto. "Ci sarà una battaglia su Internet su chi ti piace di più, Pacey o Dawson?". E, come previsto, iniziò fin dal secondo episodio.

P: Rimasi molto sorpreso dal... da quanto i media si concentrassero sul sesso presente nello Show. Ed ero infastidito da come tutti cercassero un appiglio per un articolo su Dawson's Creek. Appiglio che diventava sempre: "Oh, parliamo di sesso".

K: Non capivo la controversia. Ne rimasi molto sorpreso. E, onestamente, non la capivo. Stavo scrivendo un programma sulle ginocchia molli e sulle mani sudate. Ripetevo: "Aspettate. Questo programma è sulle storie d'amore". Nonostante ciò che dicevano, nonostante i loro paroloni, il programma e su: "Beh, Dawson ha baciato Joey". Tratta l'amore tra adolescenti e le prime volte. In tantissimi campi, non solo nel sesso.

P: Io e Kevin ci sentimmo di riversare cuore e anima nella puntata pilota. E fortunatamente fece centro. Fu, senza dubbio, uno dei periodi più emozionanti della mia vita.

K: La gente fu l'esperienza più bella. Non potevo chiedere di più poiché stavo avviando la mia carriera e qualcuno riteneva opportuno affidarmi Dawson's Creek e permettere di condividere la mia vita coinvolgendo allo stesso tempo gli altri. Ogni tanto è possibile imbottigliare un fulmine! E fu un periodo speciale.

 
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