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Dawson:
Sembra strano che Audrey e
Pacey stiano partendo... voglio dire, noi abbiamo fatto
cose diverse durante tutta l'estate, ma mi sono sentito
come se tutti stessimo sperimentando insieme questo
magnifico nuovo mondo. E adesso, loro ritorneranno a ciò
che è considerata la normalità. Audrey ritornerà
all'università, Pacey... beh, sono certo che Pacey troverà
qualcosa da fare, un altro ristorante da dirottare. Mentre
io starò ancora qui. Non so immaginare che le loro vite
procedono senza me, o che la mia vita procede senza loro.
Dopotutto questo è quello che ho sempre sognato - è quello
che ho sempre voluto fare. Ma nell'estate appena conclusa
in realtà non ci sono state così tante trappole che mi
hanno fatto desiderare l'East Cost, ma sento la nostalgia
dei miei amici... e mi spaventa che la storia si ripeterà,
lasciandomi tanto triste quanto ero prima. Ho capito che
non ha senso. Quanto posso essere triste di fronte a tutto
ciò che ho sempre voluto? Immagino che l'infelicità sia
relativa. E se ritornassi a Boston, potrei alleviare il
fattore solitudine, ma continuerei a chiedermi cosa avrei
potuto concludere qui. La scorsa notte ho parlato con mia
madre al telefono e mi ha ricordato il motivo più valido
per cui devo rimanere qui. Mio padre. Quando lui è morto,
mi sono sentito in colpa per aver lasciato l'U.S.C.. Lui
credeva che avessi rinunciato. E devo provargli, ovunque
lui sia adesso, che io non sto rinunciando. Raggiungerò il
successo quaggiù, per me... e per lui.

Joey:
Non riesco a credere che l'estate
sia finita. Non so dove sia andata, ma improvvisamente ho guardato
il mio calendario ed eccola, era finita. Non so se ho portato a
termine quello che mi ero ripromessa nel diario. "Ho esplorato la
mia creatività", come il Professor Wilder pensava dovessi fare. Ma
non so se mi conosco meglio. Immagino che l'università serva a
questo, giusto? Sto preparando le valige, mi sto preparando per
tornare a Boston, e non riesco a fare a meno di essere emozionata
per questo. C'è qualcosa nel Worthington e nel sentimento che
provo quando sono là, il sentimento di avere il potere di decidere
dove la mia vita sta andando. Io potrei non sapere ancora dove
esattamente voglio che vada, ma so che il Worthington è dove andrò
per scoprirlo. Solo pensare a questo fa correre la mia mente... i
corsi, i cortili, le luci luminose della città, la biblioteca... E
non è che là sia tutto perfetto... ci sono piccole complicazioni
come il fatto di non aver idea di come pagherò la mia retta
universitaria questo semestre, e che vivrò un altro anno con
Audrey e in aggiunta, Pacey, la maggior parte del tempo. Ma
qualche volta penso che tutto questo probabilmente funzionerà.
Suppongo che sia la differenza tra chi sono adesso e chi ero
solita essere. La vecchia Joey avrebbe presupposto il peggio...
che tutto sarebbe andato male, che niente sarebbe andato nel
meglio per me. Ma adesso mi sento come se il peggio sia già dietro
di me... e che qualche volta non importa ciò che succede, il
futuro è un posto migliore più di quanto gli abbia dato credito.
Quindi, suppongo che chiuderò così questo diario, dato che entrerò
in un'altra fase della mia vita. Addio, per adesso...

Jen:
L'estate dovrebbe essere
alla fine... ma per qualche motivo mi sembra come se sia
il tempo per nuovi inizi. Cos'è questo mio ottimismo? Beh,
non riesco a smettere. Questo è probabilmente il più buon
umore che abbia sentito in questi mesi. Ho trascorso così
tanto tempo a dibattermi sul perché fossi venuta qui, e
ora penso di saperlo. C'erano cose non risolte che
dovevano essere sistemate. E adesso penso lo siano. Mio
padre si è fatto vedere la scorsa notte... ma a questo ci
ritornerò dopo. Domani torno a Boston... torno da Grams,
torno al college, torno da Jack... torno dai miei poster
dei Garbage, la mia giacca di pelle, e la mia scatola di
superati Froot Loops che ho dimenticato un paio di mesi
fa. Wow, è strano come vanno le cose. Ho attraversato la
porta pensando che sarei andata in centro America. E in un
modo o nell'altro, sono finita qui. E ciò che è strano è
che non ho alcun rimpianto. Jack ed io avremo avuto
un'esperienza del tutto fantastica e gloriosa, sono
certa... ma chi dice che non potremo farlo il prossimo
anno? Siamo ancora giovani, abbiamo tanto tempo per
esplorare il resto dello spaventoso mondo. E penso che
quest'estate abbia avuto uno scopo più profondo... beh,
almeno per me. Per Jack sembrava avere lo scopo di "darsi
da fare". Ma tutto quello che posso dire è che non sono
dispiaciuta per il tempo che ho trascorso qui. Per la
prima volta in tutta l'estate, mi sento felice. L'arrivo
di papà non è andato affatto come me l'aspettavo. E'
andato molto meglio. Spiegherò il motivo più tardi.

Pacey:
Immagino sia il momento di
dire addio... a Los Angeles intendo. Ci stiamo preparando
per mettere i bagagli nella macchina per la lunga marcia
verso casa, se riesco a tirare fuori Audrey dalla piscina.
Non posso dire che aspettavo con ansia di trascorrere così
tanto tempo con i suoi genitori, ma tutto ha funzionato
meglio di quanto pensassi potesse andare. Voglio dire, noi
qui col passare del tempo abbiamo avuto la strada libera -
solo noi due. E adesso ci stiamo preparando per imbarcarci
in un'altra avventura, ma questa ha decisamente una
destinazione meno ricca. Non fraintendermi, sarà bello
tornare a Boston, perché le cose sembrano un pochino
troppo irreali quaggiù, ma guardiamo ai fatti. Quando sarò
ritornato là, non avrò un lavoro... non avrò nemmeno un
posto in cui vivere. Audrey, Joey, Jen e Jack torneranno
all'università ed io sarò... cosa, esattamente? Non ne ho
idea. E quindi, quando il Sig. Liddell mi ha detto di
avere degli amici a Boston con cui mi avrebbe messo in
contatto, non potevo non dire di no, benché sappia ciò che
Audrey vorrebbe volermi fare. Non ho molte di quelle che
tu chiameresti prospettive. Questa potrebbe essere l'unica
possibilità che ho. In ogni caso, noi ci mettiamo in moto
oggi... Audrey, io e la lunga strada per Boston
aspettano... ed un inaspettata terza persona a cui daremo
un passaggio...

Jack:
Ok, se all'inizio di quest'estate ti
avessi detto che quando sarebbe terminata, avrei partecipato ad un
incontro dell'Alleanza Omosessuale al campus con Eric, avrei
giurato che tu eri ubriaco. Ma la verità è più inspiegabile della
fiction, e noi eravamo là. Sono rimasto abbastanza impressionato
dal raduno, non avevo idea di quante persone gay ci fossero in
questo campus... o quanti bei ragazzi gay ci fossero. Eric ed io
abbiamo parlato con alcuni di loro, ma ho resistito a qualsiasi
tentazione mi si sia presentata. Penso che le cose tra Eric e me
stiano andando abbastanza bene. Perché dovrei voler incasinare
tutto? Ad ogni modo è strano pensare che l'università ricomincerà
presto. Sarà più difficile per Eric che per me - almeno i ragazzi
della Confraternita hanno sempre saputo di me. Ma per lui...
diciamo solo che non appena quella parola esce fuori non credo gli
daranno il benvenuto a braccia aperte. Non so se a lui importi. Mi
chiedo perché a me non importi più. Forse questo sarà un anno
migliore per me... non mi sento di dover provare altrettanto a me
stesso - non mi sento di dover essere diverso. Posso essere me
stesso. O comunque lo spero. Beh, immagino che questo sia tutto
per adesso. Eric dovrebbe essere in cammino. In realtà sarebbe già
dovuto essere qui mezz'ora fa. Va beh. Suppongo che uscirò a
cercarlo. |