|
Home
// Articoli
// Speciali
// WGA: Speciale Sciopero
// Cronaca |
| |
| Cronaca |
 |
| |
| Aggiornamenti dai
picchetti. Giorno dopo giorno il punto della situazione. |
| |
|
|
|
 |
|
Lo
sciopero degli sceneggiatori è finito! Dopo un'agitazione lunga
più di tre mesi, nel pomeriggio di ieri i membri della Writers
Guild of America hanno votato ufficialmente per la fine dello
sciopero, iniziato lo scorso 5 novembre. Più del 92% dei membri si
sono espressi a favore della fine dello sciopero. Una percentuale
altissima, che permetterà agli sceneggiatori di ritornare al
lavoro già nella giornata di oggi, mercoledì 13 febbraio 2008. Nei
prossimi giorni seguirà poi una nuova votazione, con la quale i
membri dovranno ratificare il nuovo contratto, nato dalle
negoziazioni tra la WGA e l'associazione dei produttori, la AMPTP.
Questo processo, più lungo perché i voti saranno inviati tramite
posta, si concluderà alla fine del mese. Anche in questo caso le
previsioni sono molto positive, sia perché i presidenti della WGA
hanno formalmente invitato i membri a ratificare l'accordo, sia
perché la votazione di ieri ha confermato il buon umore e la
soddisfazione degli sceneggiatori. Il presidente della divisione
Ovest Patric Verrone ha annunciato questo importante e attesissimo
risultato durante un'affollata conferenza stampa a Beverly Hills.
"Questo non era uno sciopero che noi volevamo" ha detto Verrone,
"ma abbiamo dovuto farlo al fine di stabilire un opportuno
guadagno per la scrittura destinata ai nuovi media e a Internet.
Questo accordo ora ci dà una posizione sicura nell'era digitale".
Contemporaneamente, una dichiarazione è stata rilasciata anche
dalla CEO hollywoodiana: "Questo è un giorno di sollievo e di
ottimismo per tutta l'industria dell'intrattenimento. Ora possiamo
tornare tutti al lavoro, con la certezza di aver portato a termine
due accordi innovativi - con i nostri registi e sceneggiatori -
che sanciscono una partnership attraverso la quale la nostra
industria potrà crescere e prosperare nella nuova era digitale".
Ora, la domanda legittima di tutti gli appassionati di serie tv
(ricordiamo per dovere di cronaca che lo sciopero ha colpito in
modo altrettanto grave anche il mondo del cinema) è: quando si
tornerà realmente alla normalità? Diciamo che la normalità, dopo
tre mesi di sciopero, è un'utopia. Buona parte degli show,
soprattutto quelli sospesi o vicinissimi alla sospensione,
potranno tornare in onda al massimo con cinque o sei nuovi episodi
a partire da fine marzo inizio aprile, e in ogni caso non
saranno sufficienti a ristabilire il naturale ordine delle cose. Molte storyline verranno riviste e
cambiate, altre serie verranno rinviate al prossimo anno, alcune non vedranno mai la fine.
Insomma, lo sciopero è finito ma il caos ci sarà ancora, e
sarà così fino alla fine di questa pazza stagione televisiva. A tal
proposito, in conclusione di questo lungo e speriamo gradito
speciale, vi rimandiamo alla sezione Serie tv,
in cui da questo momento, invece del solito countdown, proporremo un approfondimento offerto da
TV Guide per capire
quando (o se) i nostri telefilm preferiti ritorneranno in onda. |
|
|
|
 |
|
Tutti i segnali sembrano indicare che lo sciopero degli
sceneggiatori sta per finire, ma prima ci sono alcuni piccoli
dettagli che hanno bisogno di essere espletati, vale a dire la
votazione dei membri della WGA attraverso cui approvare il
contratto formulato durante le negoziazioni con la AMPTP. Questo
avverrà a partire dalla giornata di martedì, quando gli
sceneggiatori si riuniranno a New York e Los Angeles a seguito
della conferenza stampa tenuta ieri dal presidente
dell'associazione, Patric Verrone. In un suo comunicato, Verrone
ha parlato anche della fine dello sciopero: "Stiamo chiedendo ai
membri di decidere se sospendere lo sciopero durante il processo
di ratifica del contratto". Un sì porterebbe gli sceneggiatori a
disincrociare le braccia subito dopo la prima votazione di domani. In caso
contrario lo sciopero si prolungherebbe per altri 10 o 12 giorni,
tanto quanto durerà il processo di ratifica (ricordiamo che i
membri sono più di 10.000). Il voto sulla sospensione dello
sciopero, fissato nel pomeriggio di martedì, sarà quindi separato dalla
ratifica del contratto. I risultati verranno annunciati nella
notte. Se non si presenteranno grossi dissensi, gli sceneggiatori
torneranno a lavoro mercoledì. |
|
|
|
 |
|
Ieri
sera gli sceneggiatori hanno affollato l’Auditorium Shrine nel
centro della città di Los Angeles, dove il presidente della WGA
Patric Verrone ed il capo delle negoziazioni David Young hanno
ricevuto una standing ovation per l’accordo provvisorio con la
AMPTP. Secondo uno degli sceneggiatori televisivi presenti,
Verrone e Young hanno "fortemente raccomandato" l’accordo alla
folla. I leader della WGA hanno detto ai membri di riunirsi di
nuovo domenica 10 febbraio, per firmare l’accordo ed annullare i
picchetti. Non è chiaro, tuttavia, quando i membri ritorneranno
ufficialmente a lavoro. Alcune voci hanno dichiarato che gli oltre
10.000 membri della WGA voteranno entro 48 ore per accelerare il
processo. Questo può o meno significare che gli sceneggiatori
ritorneranno a lavoro lunedì. In ogni caso, l’accordo mette fine
allo sciopero. "E’ chiaro che verrà approvato," ha detto lo
sceneggiatore che era presente alla conferenza di ieri sera. La
sensazione era che tutti volessero far finire questa cosa. Dopo
aver sentito i dettagli del contratto, molti scrittori sono andati
via prima che Verrone, Young e gli altri leader rispondessero alle
domande degli altri membri. Come riportato ieri, l’accordo
provvisorio offre parte dei guadagni ottenuti dallo streaming e
dal download dei contenuti, a meno che quei contenuti non siano
puramente promozionali. Dettagli maggiori sull’accordo possono
essere trovati sul
sito della WGA. Se approvato dai membri dell’organizzazione,
l’accordo permetterà la messa in onda dell’ottantesima edizione
degli Oscar - stelle incluse - il 24 febbraio. L’unico
momento negativo della serata è arrivato quando il presidente
della commissione negoziatrice John Bowman ha menzionato il
complotto di 30 sceneggiatori che recentemente hanno minacciato di
attraversare la linea del picchetto se la WGA e la AMPTP non
avessero raggiunto rapidamente un accordo. Quando Bowman ha
dichiarato di non essere stato influenzato da questo gruppo
dissidente e la folla gli ha applaudito. La stessa folla ha
ringraziato con una standing ovation il sindacato degli attori per
la solidarietà mostrata durante i tre mesi di disputa. |
|
|
|
 |
|
Secondo quanto riportato dal sito web della Writers
Guild of America, l'associazione degli sceneggiatori americani e
quella dei produttori, la Alliance of Motion Picture and
Television Producers, hanno raggiunto un accordo provvisorio di
cui sono stati resi noti i dettagli. Il prossimo passo
verso la fine dello sciopero è la presentazione dei termini
dell'accordo all'assemblea dei membri odierna, a cui seguirà il
voto ufficiale di ratifica del contratto. Ecco i punti più
importanti della bozza (una versione più completa è liberamente
consultabile sul
sito della WGA). 1) Nei tre anni di durata del contratto, gli
sceneggiatori riceveranno il 2% dei guadagni lordi derivanti dalle
pubblicità inserite nello streaming. 2) Dei guadagni lordi
derivanti dai download, gli sceneggiatori percepiranno il 0,36%
per i primi 100.000 download e il 0,7% per i successivi (nel caso
dei film il 0,36% per i primi 50.000 download e il 0,65% per i
successivi). 3) E' stato definito il significato di "uso
promozionale". Delle clip potranno essere utilizzate per
promuovere prodotti destinati alla tv o ad altri media senza che
agli sceneggiatori venga riconosciuto alcun tipo di compenso. Gli
sceneggiatori saranno invece pagati nel caso in cui le clip
dovessero essere utilizzate con lo scopo principale di promuovere
la visione di altre clip. 4) I network dovranno consultare gli showrunner nel caso in cui un prodotto commerciale dovesse essere
incluso nella storyline dell'episodio di una serie drammatica
(questo è stato uno dei punti più caldi delle trattative). In
un'e-mail inviata ai membri, i presidenti delle divisioni Ovest ed
Est della WGA, Patric A. Verrone e Michael Winship, hanno
precisato che l'accordo sarà ulteriormente perfezionato. Non solo:
hanno esortato i membri a ratificare il contratto in modo da
chiudere ufficialmente lo sciopero a pochi giorni dall'ingresso
nel suo quarto mese di durata. |
|
|
|
 |
|
La WGA ha notificato ai suoi membri di Los Angeles, attraverso il
proprio sito web, che i picchetti riprenderanno oggi a Burbank
fuori dalla sede della NBC, ma questa potrebbe essere l’ultima
volta. Il comitato per le negoziazioni ha chiamato i membri a
votare l’ultimo abbozzo di proposta all’incontro generale di oggi,
fissato a Los Angeles e New York. C’è forte convinzione tra molti
sceneggiatori che l'incontro possa finalmente chiudere la disputa,
costata migliaia di posti di lavoro e più di un miliardo di
dollari all’economia di Los Angeles. Se i membri firmeranno
l’accordo, che è stato prodotto a fatica una settimana fa dai
grandi produttori e dai pezzi grossi della WGA, l’unione potrà
immediatamente mettere fine allo sciopero e rimettersi a lavoro
già da lunedì. |
|
|
|
 |
|
Sceneggiatori nuovamente a lavoro da lunedì 11 febbraio? La
risposta a questa domanda potrebbe essere "sì" se dalla riunione
dei membri delle divisioni Est ed Ovest della Writers
Guild of America, in programma il prossimo sabato, emergesse una
maggioranza favorevole ai contenuti della bozza del nuovo
contratto a cui i mediatori hanno lavorato nelle ultime due
settimane. Saranno più di diecimila i membri dell'associazione che
si troveranno a discutere della proposta di accordo nelle sedi di
Los Angeles e New York. Seguirà una votazione generale, che in
caso di esito positivo porterebbe ad una rapida ripresa dei lavori. |
|
|
|
 |
|
Quando
la notizia viene dalle pagine dell'autorevole New York Times,
allora la possibilità che quanto stiamo per dirvi avvenga
realmente è davvero alta. Il quotidiano più diffuso d'America,
infatti, ha annunciato che la WGA e la AMPTP stanno per
raggiungere l'accordo definitivo. I tempi saranno brevissimi.
Secondo una fonte ben informata la bozza del contratto sarà
completata prima di venerdì, e sottoposta immediatamente al
giudizio dei membri delle associazioni. Sempre secondo queste
voci, i colloqui informali avviati dalle parti una decina di
giorni fa hanno dato esiti molto positivi, al punto che non è
stato necessario avviare in modo ufficiale le negoziazioni
interrotte nel mese di dicembre. A incoraggiare il raggiungimento
dell'accordo il dietrofront della WGA su alcuni punti che avevano
portato ad un atteggiamento di chiusura da parte dei produttori.
Per ora i dettagli dell'accordo restano segretissimi, anche se c'è
la convinzione che gli sceneggiatori siano riusciti ad ottenere un
"sì" per la maggior parte delle richieste, a cominciare da quella
riguardante i compensi derivanti dalla vendita online degli show. |
|
|
|
 |
|
Dopo le indiscrezioni di qualche giorno fa, una dichiarazione
congiunta della WGA e della AMPTP ha confermato che le
negoziazioni tra gli sceneggiatori e i produttori sono
ricominciate ufficialmente. "Mercoledì 23 gennaio, la Writers
Guild of America e la Alliance of Motion Picture and Television
Producers hanno avviato delle conversazioni informali allo scopo
di capire se sussistono le basi per ritornare formalmente al
tavolo delle negoziazioni", è quanto si legge nel comunicato.
Entrambe le parti hanno accordato di non rilasciare dichiarazioni
fino a quando le conversazioni non saranno terminate. Rispetto ai
giorni seguenti al collasso delle precedenti trattative, avvenuto
ai primi di dicembre, l'atteggiamento della WGA questa volta
sembra molto più accondiscendente. La conferma viene dalle righe
di una lettera scritta a quattro mani dai presidenti delle
divisioni West ed East del sindacato degli sceneggiatori, nella
quale viene chiaramente specificato che la WGA si impegnerà per concludere le negoziazioni in tempi brevi. Al fine di non
compromettere questo obiettivo, i mediatori hanno deciso di
ritirare la proposta relativa ai reality e all'animazione, due dei
sei ostacoli che portarono la AMPTP ad abbandonare le precedenti
trattative. |
|
|
|
 |
|
Finalmente la DGA, il sindacato che riunisce i registi americani,
e la AMPTP, l'associazione che rappresenta le major produttrici,
hanno raggiunto un accordo. Ora questo importante passo in avanti
potrebbe incoraggiare la riapertura delle trattative tra la stessa
AMPTP e la WGA, l'associazione degli sceneggiatori. Nel tentativo
di evitare un secondo sciopero, quello dei registi, che avrebbe
ulteriormente devastato l'industria dell'intrattenimento, lo
scorso 12 gennaio le parti si sono incontrate e sono arrivate ad
un compromesso nel giro di pochi giorni. Ironicamente, la proposta
che ha conquistato la DGA è la stessa, ma con qualche miglioria,
fatta alla WGA prima del collasso delle trattative avvenuto lo
scorso 7 dicembre. Ammesso che gli sceneggiatori trovino adeguato
l'accordo stipulato tra la DGA e la AMPTP, lo stesso potrebbe
fungere da base per le prossime negoziazioni. Da più parti arriva
l'invito a ritornare al tavolo delle trattative. Intanto questa
svolta nelle negoziazioni con la DGA ha dimostrato che le major e
i produttori non sono così inflessibili come la WGA aveva fatto
intendere. |
|
|
|
 |
|
Nella
giornata di ieri l'industria americana dell'intrattenimento ha
vissuto il suo lunedì nero. Esasperati dallo sciopero degli
sceneggiatori, in corso da 70 giorni, le major e le reti americane
hanno dato il via ad un terribile licenziamento di massa. Il
settore è in ginocchio, nei palinsesti scarseggiano le prime tv, i
pubblicitari stentano a investire. Per contrastare l'immenso
sperpero di denaro, la ABC in primis, ma anche la CBS, la FOX e la
Warner Bros., hanno deciso di far fuori una parte degli
sceneggiatori, in modo particolare quelli che non sono coinvolti
attivamente nei loro progetti. La ABC licenzia i veterani Nina
Wass e Gene Stein; il creatore di Brothers & Sisters Jon
Robin Baitz; e Larry Charles. Allontanato anche Taye Diggs,
produttore e attore di Private Practice; Joshua Sternin e
Jeffrey Ventimilia (Kitchen Confidential); Gabe Sachs e
Jeff Judah (A proposito di Brian); Elisa Zuritsky e Julie
Rottenberg (Sex and the City); oltre agli sceneggiatori
Jack Kenny; Bill Callahan (Scrubs); e Ken Biller (Smallville).
La CBS licenzia Mark Johnson, produttore de Le cronache di
Narnia; il co-creatore di 4400 Rene Echevarria (che
tuttavia continuerà a lavorare nella produzione di Medium);
i vincitori dell'Emmy per I Soprano Mitchell Burgess
e Robin Green; e ancora Barry Schindel (Numb3rs); John
McNamara (Fastlane); Jennifer Levin (Senza Traccua);
Liz Astrof (The King of Queens); Aron Abrams e Greg
Thompson (Tutti odiano Chris). Lettere sulla cessazione del
rapporto di lavoro sono state inviate poi dalla 20th Century
Fox a Jonathan Lisco e Kevin Falls, creatori rispettivamente
di K-Ville e Journeyman, le quali a questo punto
possono condiserarsi ufficialmente cancellate. Licenziati inoltre
il regista e produttore Greg Yaitanes (Drive); lo
sceneggiatore e produttore Chris Black (Standoff); Paul
Redford (The Unit); Barbie Adler (My name is Earl);
Kristin Newman (E alla fine arriva mamma!); oltre
agli sceneggiatori Gretchen Berg e Aaron Harberts (Women's
Murder Club) e Matt Silverstein e Dave Jeser (Drawn
Together). In conclusione, la UMS ha provveduto al
licenziamento di Moses Port e David Guarascio, creatori della
nuova comedy della The CW Aliens in America; Alex Herschlag
(Will & Grace); e Cheryl Holliday (Still Standing). |
|
|
|
 |
|
Chi come noi sta seguendo la preoccupante vicenda dello sciopero
degli sceneggiatori americani, è rimasto sicuramente scioccato
quando qualche ora fa ha appreso dalla stampa americana che le
negoziazioni tra la WGA e la AMPTP sono pericolosamente
collassate. Una doccia fredda perché, fino all'altro ieri, tutto
lasciava presagire il raggiungimento di un accordo tra le due
associazioni in tempi molto brevi. Invece non è così, nonostante
in questi ultimi giorni di progressi ce ne sono realmente stati. A
conclusione della giornata di ieri, gli animi sono cambiati per la
seconda volta e i membri sono ritornati a criticarsi a vicenda in
modo molto aspro. La AMPTP ha accusato la WGA di ostruzionismo. Il
sindacato degli sceneggiatori, secondo i produttori, non ha alcuna
intenzione di fare un passo indietro e ragionare su un
compromesso, ma continua ad adottare una linea troppo pretenziosa.
Di vedute opposte la WGA, che invece dichiara di non aver mai
ricevuto una proposta equa da parte della AMPTP. Ancora una volta
il motivo dei dissapori è rappresentato dai compensi derivanti
dalla distribuzione degli show sui nuovi media, nello specifico lo
streaming online. Di fatto le negoziazioni sono finite,
esattamente come avvenne il giorno prima che iniziasse lo
sciopero. Al momento nessuna dichiarazione è stata rilasciata in
merito alla possibilità o meno che le stesse riprendino nel corso
dei prossimi giorni. |
|
|
|
 |
|
TV
Guide si è lanciato in un'affermazione confortante: possiamo
finalmente arrivare a un accordo. Motivo di questa sicurezza, una
dichiarazione molto positiva rilasciata nella giornata di ieri
dalla WGA, che riferendosi alle negoziazioni avvenute mercoledì
scorso, ha detto: "Negli ultimi due giorni abbiamo avuto modo di
discutere delle questioni più importanti per gli sceneggiatori,
questo si è verificato per la prima volta da quando sono iniziate
le negoziazioni. Sono stati fatti dei progressi sulle parti che
riguardano Internet e la reality TV, ma la questione della
compensazione per lo streaming online rappresenta ancora un forte
ostacolo". Positive e motivate anche la dichiarazione della AMPTP:
"Continueremo a impegnarci per trovare un accordo equo e
ragionevole. Riteniamo che tra le due parti ci sia l'intesa che
permetterà a tutti noi dell'industria dell'intrattenimento di
raggiungere una posizione migliore, che ci permetta di
sopravvivere e prosperare in quello che è un mercato globale in
rapida evoluzione". Se questo basta ai fan e ai telespettatori per
tirare un sospiro di sollievo e sperare nel raggiungimento di
un'intesa in tempi brevi, non sono altrettanto ottimiste le reti e
i loro presidenti, specialmente la CBS, che spaventata dalla
possibilità che lo sciopero possa proseguire e compromettere
questa e la prossima stagione televisiva, ha lanciato un S.O.S.
per chiedere ai suoi producer di tirare fuori dai cassetti tutti i
progetti rimasti incompiuti che possono in qualche modo
concretizzarsi in nuove serie tv. |
|
|
|
 |
|
Dopo un mese di agitazioni, alla seconda riapertura delle
negoziazioni avvenuta martedì 4 dicembre, si è compiuto un
ulteriore passo in avanti verso il raggiungimento di un accordo.
Mentre la settimana scorsa era stata l'associazione dei produttori
a fare la sua offerta, non accettata dai membri rappresentanti
della WGA, questa volta è stato il sindacato degli sceneggiatori a
fare la sua controfferta. Ecco quanto affermato dalla AMPTP in un
comunicato rilasciato in tarda serata: "Trascorreremo la notte
studiando quanto detto oggi dalla WGA, e non vediamo l'ora di
ritornare al tavolo delle trattative domani". Alcune fonti vicine
a Variety hanno dichiarato che l'incontro di ieri è stato
molto più incoraggiante e produttivo dei precedenti. Al centro del
dibattito la proposta di offrire agli sceneggiatori 130 milioni di
dollari supplementari per la distribuzione degli show sui nuovi
media, importo che la WGA vorrebbe aumentare di qualche milione. |
|
|
|
 |
|
Mentre
il dibattito dei democratici in vista delle Presidenziali 2008 in
programma su CBS News è saltato definitivamente a causa del
picchetto che da 25 giorni gli sceneggiatori stanno presidiando
davanti agli studio della rete, nella tarda serata del 29
novembre, dopo quattro giorni di trattative, la Alliance of Motion
Picture and Television Producers e la Writers Guild of America
hanno rotto finalmente il silenzio stampa, anche se le successive
dichiarazioni non sono state quelle che tutti noi ci auguravamo.
Quanto annunciato qualche giorno fa dal Deadline Hollywood
Daily resta una falsa notizia, perché le parti non hanno
raggiunto e tantomeno sono vicine a un accordo. Non solo, le
trattative vengono fermate nuovamente e riprenderanno il loro
corso soltanto il prossimo martedì 4 dicembre. La notizia si era
diffusa già qualche ora prima, quando un executive della serie
Dirty Sexy Money aveva dichiarato all'Hollywood Insider
che nessun progresso è stato fatto e che quanto avvenuto nei
primi tre giorni di negoziazioni è tutt'altro che positivo, come
è stato invece annunciato da Nikki Finke sul suo blog. Tuttavia,
durante questo weekend allungato, i negoziatori della WGA avranno
una proposta da studiare. La AMPTP, infatti, ha avanzato una nuova
offerta per sciogliere il nodo dei compensi derivanti dalla
distribuzione sui nuovi media - 130 milioni di dollari in aggiunta
ai 1,3 miliari già percepiti annualmente dagli sceneggiatori -
che verrà discussa martedì. Nel frattempo, la WGA continua anche a
raccogliere consensi oltreoceano. Le città di Berlino, Parigi e
Madrid hanno mostrato di essere solidali alla causa degli
sceneggiatori americani, anche perché la situazione locale non è
migliore di quella per cui la WGA si sta battendo da quattro
settimane. |
|
|
|
 |
|
E' il 26 novembre, l’inizio della fine? Negoziatori per la WGA e
AMPTP riprenderanno le trattative oggi alle ore 10:00, in mezzo ad
un velo di segretezza. Sperando che si attenuino le dettagliate
coperture giornalistiche che hanno caratterizzato i precedenti (e
senza successo) sit-in, i mediatori dello sciopero hanno chiesto
il silenzio stampa, e si sono trasferiti per le nuove trattative
in un luogo segreto. Sfortunatamente, tutti quelli che - incluso
te telespettatore - sperano in una risoluzione veloce dello
sciopero e una ripresa di questa singhiozzante stagione
televisiva, devono raffreddare le loro speranze. Secondo un
sondaggio commissionato da Variety, più della metà degli
intervistati crede che l’impasse durerà almeno altre quattro
settimane. Precisamente, il 30 percento crede che ci vogliano
ancora altre quattro/sei settimane, il 22 percento dai due ai tre
mesi ed oltre, un altro 22 percento dai tre ai sei mesi, ed un 7
percento addirittura pensa dai sei mesi ad un anno. Solo il 19
percento crede che questo bad boy possa essere riabilitato prima
che il 2007 ci dica addio. Come si risolveranno le cose quando
tutto questo sarà finito? Lo stesso sondaggio di Variety
riporta che il 44 percento pensa che i termini saranno "a favore
delle compagnie", mentre il 37 percento pensa che la soluzione
sarà giusta per entrambe le parti. Solo il 20 percento sente che
sarà risolta a favore della WGA. In ogni caso ci saranno pochi
vincitori quando tutto questo sarà detto e fatto. Gli intervistati
prevedono gravissime conseguenze per l’industria televisiva, se lo
sciopero si protrarrà oltre il mese di dicembre. |
|
|
|
 |
|
Meno
cinque giorni all’incontro tra la AMPTP (Alliance Motion Picture
and Television Producers) e la WGA (Writers Guild of America) - il
primo da quando è iniziato lo sciopero - gli autori hanno
organizzato un'enorme manifestazione ad Hollywood lungo la Walk of
Fame. Tre giganteschi camion Teamster hanno attraversato la parata
di oggi iniziata con una performance di Alicia Keys a nord
dell’Hollywood Boulevard e finita davanti al teatro Mann’s Chinese.
Folla stimata: dalle 5 mila alle 10 mila persone. Il luogo è stato
scelto per la sua vicinanza al vecchio Knickerbocker Hotel sull’Ivar
Avenue, dove il presidente della WGA West Patric Verrone ha detto
alla folla, 10 sceneggiatori si sono incontrati 75 anni fa per
formare un sindacato "con i denti". Oggi, ha continuato, "noi
siamo qui per mostrare i nostri denti. Vogliamo sorridere e
camminare per la Hollywood Boulevard in questa bellissima
giornata. Tra i presenti c’era Joss Whedon, che ha provato a
schierarsi giornalmente nel picchetto da quando lo sciopero è
iniziato il 5 novembre. Whedon ha detto la sua sulla trattativa
che riprenderà lunedì: "E’ sempre un buon segnale che si ritorni a
parlare, ma questo non significa che c’è un accordo. E questo non
significa che un accordo sia un buon accordo. E’ possibile che
sentano la pressione, ma non si sono mossi finora sui problemi che
a noi interessano. Spero che non sia questo il caso. Siamo
preparati al peggio. Continuerò a gridare con tutti i miei polmoni
fino a quando non usciranno dalla stanza e diranno che ce l’hanno
fatta". Tre giorni prima dell’inizio dello sciopero, Whedon ha
raggiunto un accordo con la Fox per creare un nuovo drama chiamato
Dollhouse con protagonista Eliza Dushku. Ha tracciato una
linea narrativa di sette episodi ma deve ancora scriverla. "Mi
piacerebbe farlo. Non potrei essere più eccitato per quello che
stavo facendo. Ma ho spento quella parte del mio cervello. Sono in
sciopero". |
|
|
|
 |
|
Circa
400 tra sceneggiatori e assistenti sceneggiatori si sono riuniti
di fronte agli Studios della 20th Century Fox per il
"giorno dell’assistente" nei picchetti. Dopo aver perso il proprio
lavoro come assistenti nel telefilm della CBS Shark, Debbie
Ezer e Kate Burns cercavano un modo creativo per mostrare il loro
supporto agli sceneggiatori. Gli amici - che hanno ricevuto
lettere di recessione da parte della 20th Century Fox una
settimana fa - hanno organizzato uno stand con limonata di fronte
al cancello principale degli Studios. "La Fox ci ha dato limoni (lemon,
nel linguaggio parlato, significa anche fregatura)", dice la Ezer,
"Così noi facciamo la limonata". La bevanda era gratuita, ma la
Ezer e la Burns, entrambe aspiranti sceneggiatrici, hanno
realizzato un cartello per lo stand dove chiedevano donazioni di
"8 cents (non negoziabili)". Alla fine della giornata, il
contenitore era pieno di denaro, incluse donazioni piuttosto
consistenti. "Qualcuno ci ha messo 100 dollari", afferma la Ezer,
"Gli scrittori sono una categoria molto generosa". Mehar Sethi,
che ha perso il proprio lavoro di assistente allo show della ABC
Cavemen a causa dello sciopero, approva la decisione di
sostenere gli sceneggiatori: "Stanno facendo un sacrificio, non
solo per se stessi, ma per il futuro dell’industria". Tuttavia,
vorrebbe tornare presto al lavoro. "Soprattutto per gli assistenti
è difficile" dice "Credo che gli assistenti ad Hollywood tendano
ad essere precari". Intanto Sethi sta pensando di cercare un
lavoro temporaneo. "I lavori non industriali tendono a pagare di
più rispetto ai lavori industriali di basso livello, per questo
credo che farò qualche tentativo". I picchetti hanno visto anche
la partecipazione di alcuni attori. Ali Larter di Heroes è
apparsa nel primo pomeriggio e si è unita agli scioperanti. |
|
|
|
 |
|
Uno spiraglio di luce! Mentre alcuni showrunner tornano a lavoro
per il bene dei loro show (o perché intimoriti dalle "minacce"
delle corporation), l'Alliance of Motion Picture & Television
Producers e la Writers
Guild of America si sono dette disposte a riaprire le negoziazioni
il prossimo 26 novembre, nella speranza di trovare un accordo e
porre fine allo sciopero dopo due settimane di agitazioni. Le
trattative si erano fermate all'inizio della settimana scorsa
quando le parti coinvolte si erano definite irremovibili. Ora la
decisione di riaprire le trattative appare come un segnale molto
positivo, sebbene gli sceneggiatori hanno già dichiarato che
continueranno a prendere parte ai picchetti anche nei prossimi
giorni, fino a quando le loro richieste non si concretizzeranno in
qualcosa di tangibile. Mentre i produttori hanno mostrato di
essere favorevoli a un aumento dei compensi derivanti dalla
vendita dei DVD, le negoziazioni si sono invece arenate sulla
parte di guadagno derivante dalla distribuzione sui nuovi media
(Internet, telefonini, e altre apparecchiature). Si ricomincerà da
qui! |
|
|
|
 |
|
Nella giornata di ieri, gli sceneggiatori televisivi (e
cinematografici) hanno scelto Wall Street, il centro finanziario
di New York, come luogo fortemente simbolico dove esternare ancora
una volta il loro disagio e le loro richieste: un aumento dei
compensi legati ai nuovi media. Internet è una fonte di reddito in
continua crescita, soprattutto nel settore dell'entertainment. Gli
sceneggiatori, così come le altre figure coinvolte, meritano una
fetta più grande dei guadagni che ne derivano. Gli oltre sessanta
manifestanti hanno intralciato una delle zone pedonali più
trafficate della città, costringendo gli ufficiali municipali a
chiudere uno dei sottopassaggi che permettono di accedere a Wall
Street. Nel frattempo, oggi si è diffusa una voce secondo cui la
Writers Guild of America sta pagando agli sceneggiatori 400
dollari al giorno per incoraggiarli a scioperare. Una notizia che
ha creato il caos visto che lo stop della WGA sta portando
migliaia di altre maestranze coinvolte nella produzione degli show
a rimanere senza lavoro e quindi senza soldi per un tempo
indeterminato. Tuttavia, la portavoce Sherry Goldman ha dichiarato
che la notizia è assolutamente falsa. |
|
|
|
 |
|
Nella settimana della notizia che alcuni autori di soap sono
ritornati a lavorare grazie ad un "inganno finanziario", la WGA
West ha formato un comitato di obbedienza alle regole dello
sciopero la cui missione, afferma il capo Dan Wilcox, "è di
assicurare che le regole dello Strike Club siano severamente
attuate". E la prima regola dello Strike Club? "Non c’è nessuna
regola più importante di quella che proibisce ad un membro della
WGA di lavorare nonostante lo sciopero - così come alcuni
sceneggiatori di Young and Restless hanno detto di stare
facendo. L’SRCC dice ai membri della WGA: "Devi informare il
sindacato di ogni nome di sceneggiatore che hai ragione di credere
stia in qualche modo ostacolando lo sciopero. Se hai dei sospetti
su un particolare autore o progetto, il miglior modo per
riferircelo sarà quello di chiamare il nostro centralino. Non
vogliamo punire le persone; vogliamo solo che si interrompa tutto
ciò che possa mettere a repentaglio lo sciopero". L’esistenza e
l’applicazione delle leggi da parte del comitato ha immediatamente
fatto infuriare l’Associazione dei Produttori di Cinema e
Televisione, il cui presidente ha dichiarato: "La WGA sta usando
la paura e l’intimidazione per controllare i suoi membri, chiedere
ai membri di spiarsi l’uno con l’altro e di creare una lista nera
di quelli che mettono in discussione le tattiche da leadership
della WGA è inaccettabile così come lo è stato quando la WGA si è
opposta a queste tattiche negli anni 50". |
|
|
|
 |
|
Con buona parte delle scuole chiuse in occasione del Giorno dei
Veterani, nella giornata di ieri i bambini sono stati invitati a
partecipare ai picchetti davanti agli studios di Los Angeles
insieme ai loro genitori. Intere famiglie dei membri della WGA
sono state viste agitare i cartelli "WGA in sciopero" davanti ai
quartier generale della CBS, FOX, ABC ed NBC, oltre ovviamente
alle altre postazioni. Ma approfittiamo di una giornata
apparentemente tranquilla per esporvi un interessante grafico
(attentamente tradotto) pubblicato dal Los Angeles Time,
con il quale vi mostriamo e vi chiariamo quale grande divario
esiste tra i compensi destinati a uno sceneggiatore e quelli alle
altre figure coinvolte nella realizzazione di uno show; che è poi
il motivo principale che ha portato a questa agitazione. |
|
|
|
 |
|
Quasi
4.000 persone, l’adunata più grande dall’inizio dello sciopero, si
è riunita ieri fuori dalla sede della FOX mentre iniziava il
quinto giorno di sciopero degli sceneggiatori. L’umore degli
scioperanti è in ascesa. "Vinceremo questa battaglia, sanno di
avere torto. E’ un concetto logico anche per un bambino. Uno
scrittore percepisce diritti d’autore per i suoi libri. Un
musicista percepisce diritti d’autore per le sue canzoni. Agli
sceneggiatori spettano i diritti d’autore per il loro lavoro"
afferma il creatore di Family Guy (I Griffin), Seth
MacFarlane. Non c’erano solo alcuni dei migliori showrunner in
circolazione al momento, come Damon Lindelof e Carlton Cuse di
Lost, Marc Cherry di Desperate Housewives, ma anche un
gran numero di attori, come Julia Louis-Dreyfus, Larry David, Tom
Arnold, e Dennis Haysbert. Gli scioperanti portavano cartelli,
intonavano slogan, gridavano lungo le strade principali e
usufruivano degli spuntini forniti dalle agenzie. Mentre
l’intrattenimento era fornito da Tom Morello, della Rage Against
the Machine’s, Patric Verrone, presidente della WGA, era impegnato
nell’introdurre una serie di interventi, tra cui il reverendo
Jesse Jackson, John Bowman del comitato di negoziazione della WGA,
e il presidente della SAG Alan Rosenberg. Intanto uno scrittore,
produttore e regista riassume la posizione degli scioperanti come
segue: "Non credo che le persone capiscano realmente la
situazione: gli studios stanno chiedendo agli sceneggiatori un
gigante passo indietro", dice Judd Apatow, "Se qualcuno guarda gli
show attraverso internet è giusto che agli sceneggiatori venga
corrisposto un ammontare equivalente a quello che ricevono
normalmente. Non è nient’altro che una questione di soldi". |
|
|
|
 |
|
Alle
11:00 di stamattina scioperavano di fronte alla Time Warner
a Colubus Circle: Susan Sarandon, Tim Robbins, Julianne Moore,
Joan Allen, Robin Williams, Seth Meyers, David Duchovny, Chris
Meloni (Law & Order: Unità Speciale), l’autrice Nora Ephron,
e il creatore de I Soprano David Chase. E’ raro, ma
corroborante: nessuno era in ghingheri, niente acconciature,
niente trucco. L’elite di Hollywood è uscita di casa semplicemente
come categoria professionale solidale ai propri colleghi. "Tutto è
collegato. Sto supportando i miei amici", ha dichiarato Allen. "In
qualità di attore, non andrei da nessuna parte senza gli autori".
Meloni ha detto che Law & Order: Unità Speciale sta girando
l’ultimo episodio anche se "non dovrebbe essere realmente il
nostro ultimo episodio". Intanto Meyers ha confermato che il
Saturday Night Live non andrà in onda questo fine settimana:
"Sono certo che tutti preferirebbero essere altrove piuttosto che
qui. Ci auguriamo di tornare la prossima settimana, ovviamente se
la questione sarà risolta". In ogni caso la prossima settimana
sembra un po’ troppo presto per una risoluzione. "Le negoziazioni
potrebbero riprendere" afferma Robbins, "C’è un forte proposito da
parte della WGA". Robbins è membro della WGA e della Screen Actors
and Directors Guilds, e ha notato che in qualsiasi modo si
concludano le negoziazioni, il fatto segnerà comunque un
precedente importante per la SAG e la DGA, i cui contratti scadono
a giugno. "Ci sono questioni molto simili riguardo i nuovi media".
Nel frattempo lo sciopero sta condizionando non solo l’industria
televisiva, ma anche quella cinematografica. Julianne Moore e
Susan Sarandon hanno dichiarato che i recenti disordini stanno
creando problemi di slittamento anche per i loro progetti. |
|
|
|
 |
|
Mercoledì hanno marciato per lo sciopero di fronte alla sede della
Disney a Burbank più di 70 showrunner. Praticamente ogni
show di primetime era rappresentato nei picchetti dal proprio
produttore esecutivo. Tra questi, marciavano insieme al presidente
della WGA Patric Verrone: Damon Lindelof e Carlton Cuse (Lost),
Shonda Rhimes (Grey's Anatomy), John Wells (ER),
Steve Levitan (Back to You), Ed Bernero (Criminal Minds),
Bill Lawrence (Scrubs), Kevin Falls (Journeyman),
Greg Berlanti (Dirty Sexy Money, Brothers & Sisters),
Seth MacFarland (I Griffin), Marc Cherry (Desperate
Housewives), Greg Garcia (My name is Earl), Joss Whedon
(Doll House), e Carol Mendelsohn (CSI). "E’
veramente bello vedere tutti qui. E’ un gruppo estremamente
potente", ha dichiarato Levitan, la cui recente commedia Back
to You ha solo tre episodi completati. "Non c’è una sola
persona che non perda qualcosa scioperando, nessuno degli
showrunner presenti qui oggi ne guadagnerà qualcosa. Perderemo
tutti qualcosa, indipendente da cosa accadrà in seguito. Ma le
generazioni passate hanno fatto tanti sacrifici per noi, ora è il
nostro turno: dobbiamo sacrificarci per le generazioni future".
John Well rivela invece sentimenti contrastanti riguardo lo
sciopero. Nonostante si senta a casa poiché vi sono ovunque facce
familiari, è anche scoraggiato dal fatto che la WGA sta
scioperando per questioni "relativamente facili da risolvere".
Egli minimizza anche il suo coinvolgimento nelle ultime
negoziazioni della tarda domenica. "La questione è stata
esagerata. Ho semplicemente accolto l’invito dei vertici di fare
qualche telefonata per poter confrontarsi. La stessa WGA era
stupita del fatto che ancora non vi fossero state discussioni
serie tra i membri. Domenica siamo riusciti finalmente a parlare.
E’ un passo importante, ma sono conversazioni che avrebbero dovuto
avere luogo molti mesi fa". Nella mattinata anche molti attori e
celebrità si sono uniti agli showrunner, ad esempio Moore, Jay
Leno, Sally Field e altri membri del cast di Brothers & Sisters.
Le espressioni di solidarietà non sono finite, per il pomeriggio
di mercoledì sono attesi tra le fila dei picchetti Katherine Heigl,
TR Knight e Sandra Oh di Grey’s Anatomy. Nel complesso le
stime parlano di oltre 3.000 membri della WGA che venerdì mattina
dovrebbero convergere presso gli Studios della Paramount. |
|
|
|
 |
|
Anche
il secondo giorno di agitazione si è concluso con un nulla di
fatto. Nonostante lo sciopero e il picchettaggio dei cancelli
degli studios siano proseguiti con lo stesso entusiasmo di ieri,
con nuove star unitesi alla causa, dal fronte delle trattative la
situazione sembra essersi del tutto arenata. Quanto appreso dall'Hollywood Insider,
infatti, è piuttosto preoccupante. Dopo aver contattato i
produttori e la WGA, l'Hollywood Insider ha appreso che
entrambe le parti si trovano su posizioni contrastanti e
irremovibili. Il portavoce della AMPTP, Barbara Brogliatti, sembra
voler dare la colpa alla WGA, che con lo sciopero avrebbe
compromesso le trattative a un passo dal raggiungimento di un
accordo. Diversa invece la posizione di Charles Slocum, assistente
del direttore esecutivo della Writers Guild of America: "Ci hanno
improvvisamente detto 'Ce ne tiriamo fuori'. Se ce ne fosse stato
bisogno, noi saremmo stati lì a negoziare anche per tutta la notte
prima dell'inizio dello sciopero". Ufficialmente, allo stato
attuale, non c'è in programma nessun incontro per discutere
ulteriormente del problema. Quella della AMPTP potrebbe essere una
strategia per intimorire gli scrittori fino a portarli alla resa,
ma le parole usate restano pesanti: "Per quanto ci riguarda, lo
sciopero potrebbe continuare per altri nove o dieci mesi". |
|
|
|
 |
|
Ecco cosa è accaduto durante il giorno numero uno dello sciopero
degli scrittori: più di 3.000 uomini e donne hanno picchettato a
Los Angeles, a voce alta ma in modo ordinato, mentre in tv talk
show come The Tonight Show, Ellen, e The Daily
Show non andavano in onda. L'unico incidente si è registrato
davanti agli Studios Sunset Gower, dove un manifestante è stato
colpito da un passante mentre si trovava in fila insieme ai
colleghi. Quello che non è avvenuto, invece, è il raggiungimento
di un accordo con i produttori, anche se la giornata non è andata
sprecata. Sebbene nessuna precisazione è arrivata dalla WGA,
secondo alcune indiscrezioni nelle ultime ore è stato fatto
qualche piccolo passo in avanti nelle negoziazioni. |
 |
|
Fonti: Entertainment Weekly,
Los Angeles Times, TV Guide |
| |
|