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personaggi
di Mode. In verità, portafoglio permettendo, non è poi
così difficile saccheggiare negozi e boutique facendo incetta di
capi all’ultimo grido, tanto più che le parole “saccheggiare” e
“negozio” nella stessa frase suscitano nella mente femminile una
sorta di reazione chimica dagli esiti spesso devastanti. D’altra
parte, gli effetti benefici di una giornata di shopping sull’umore
femminile sono comprovati, ad una sola condizione: disintegrare
ogni singolo scontrino e rimuovere velocemente dalla memoria il
misfatto. Ma lo stile, quello che resta, è tutta un’altra cosa:
non si compra, è in parte innato e in parte frutto di
costruzione, non perché artificioso, ma frutto di composizione.
Nasce dal trovare e scegliere pazientemente, pezzo per pezzo, gli
elementi che ci si addicono, rispecchiano il nostro modo di essere
e, last but not least, ci valorizzano mimetizzando i difettucci
fisici contro cui tutti combattiamo quotidianamente.
Il look di
Betty ha iniziato paradossalmente a dettare moda nel suo essere
fuori moda. E’ facile rinvenire le ragioni di questo effetto.
Betty ha un’immagine ben identificabile e senza dubbio originale:
retrò, demodé, esageratamente vintage e ispirata ai trend degli
anni ’70 - ’80. Facciamo nuovamente appello alle massime
intramontabili di nostra signora dello stile Coco Chanel: “Per
essere insostituibili bisogna essere diversi”. Betty ha dimostrato
sul campo la veridicità di questa equazione. Camicie sgargianti
dalle fantasie floreali o a motivi geometrici, casacche a pois dal
taglio insolito (pensiamo alle maniche a palloncino o ai colletti
con fiocchi vistosi), gilet di lana informi, gonne con decorazioni
caleidoscopiche, fino ad arrivare all’ormai mitico poncho con la
scritta Guadalajara, pezzo forte della mise indossata da Betty
nell’episodio pilota della prima stagione. Dietro l’aspetto
della bruttina di Mode si cela un lavoro intelligente e
instancabile dei costumisti, in primis Eduardo Castro, che ne
ha costruito sapientemente il guardaroba, articolo per articolo,
girando per mercatini e negozi vintage, alla ricerca dei capi al
confine tra vintage e kitsch, e degli accessori nel limbo tra
sorpassato e antiquato. Naturale conseguenza di tale ricerca è
stata la comparsa di uno store online dedicato alla serie, dove i
fan possono scopiazzare il look della loro antieroina preferita,
oppure manifestarle solidarietà schierandosi dalla sua parte
(imperdibile la t-shirt minimal con la scritta “Be Ugly”).
Betty non
veste la tanto agognata taglia 42, qualche chilo in più rende la
sua silhouette formosa, genuina e profondamente latino americana.
Anche il cuore di Betty è latino nel senso pieno del termine,
la sua indole passionale trasuda da ogni cosa che fa e
dall’affetto palpitante che la lega alla famiglia. Se lo stile
è qualcosa che deve trasformare quanto più possibile in tessuti e
accessori la personalità, è indispensabile che le radici culturali
siano avvertibili e non snaturate. Lei stessa non le nasconde e ne
va fiera. Su questa base, ecco qui di seguito cinque semplici
consigli di moda per Betty.
Continua a pagina 2.
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