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 Brothers & Sisters

Accendi le luci: Natale in casa Walker

Ci sono tradizioni senza le quali il Natale non è Natale, o almeno non lo è pienamente. Quante volte abbiamo detto o sentito dire "quest’anno non si sente l’atmosfera del Natale"? Se questo accade c’è sempre una ragione concreta, un pezzettino mancante di tutta quella preparazione essenziale perché sia festa. Il Natale è prima di ogni altra cosa famiglia, poiché è all’interno del nucleo familiare che si consuma la maggior parte dei riti prettamente natalizi. Abbiamo scelto la famiglia telefilmica più attuale al momento, i Walker, protagonisti di Brothers & Sisters, per raccontare gli aspetti più tradizionali del Natale.

 

di: Michela Marinelli

 

I Walker sono una famiglia complicata: numerosi, completamente diversi l’uno dall’altro, spesso in disaccordo, ma sempre compatti. Come ogni famiglia degna di questo nome , hanno un codice proprio, inaccessibile e incomprensibile ad occhi esterni, ma che lo spettatore ha la fortuna di scoprire poco per volta. Non ci troviamo di fronte ad una famiglia buonista, né ad un quadretto perfetto senza sbavature ideale

I Walker riuniti in una nuova foto di famiglia dopo la tragica morte del patriarca, William.

per uno spot pubblicitario. E’ invece un gruppo di persone in cui i difetti e le reciproche incomprensioni non mancano, ma diventano il pretesto per crescere in modo costruttivo e, magari, cambiare. In un ipotetico "manuale dei Walker", dove potrebbero trovare spazio le innumerevoli abitudini, regole, stranezze che delineano l’identità di questa famiglia, meriterebbero un capitolo a parte i riti legati al Natale.

 

Il rito è per definizione qualcosa che si ripete nel tempo seguendo le regole stabilite per un modello originario. Per molti rito è sinonimo di vuoto, esteriorità o mera formalità, e in parte è vero: perché il rito di per sé è vuoto, è compito di ciascuno riempirlo di qualcosa, dargli un significato e associarlo in tal modo a dei valori. Serve coesione perché ciò avvenga e i Walker in questo sono maestri, in fondo invidiamo loro il modo di fare eccentrico che emana calore e senso di appartenenza, tutti quei piccoli segreti che solo il loro ristretto cerchio conosce. Il bisogno di ritualità è più forte proprio nei periodi di festa, in cui celebrare e sentirsi parte di qualcosa gratifica e rende felici.

 

Pranzi e cene

Natale è mangiare insieme, sedere allo stesso tavolo e condividere un pasto, possibilmente luculliano. Per i Walker è frequente ritrovarsi tutti insieme seduti alla tavola di mamma Nora, anche in momenti non prestabiliti dal calendario. Ma poiché Natale è anche ritorno a casa, possiamo prendere come esempio la cena organizzata per il compleanno di Kitty, tornata per l’occasione da New York, l’ultima cena che vede presente anche William, il capofamiglia. Mangiare insieme è un rito molto meno scontato di quanto si creda, è realmente piacevole sedere a tavola solo con persone a cui teniamo e con cui abbiamo un rapporto di confidenza. Condividere un pasto, specie se in una ricorrenza importante come il Natale, è un momento di grande intimità, confronto e dialogo. Ma c’è anche il rovescio della medaglia: un pranzo o una cena può essere anche la circostanza ideale per far esplodere in modo eclatante rancori covati e frustrazioni mai confessate. E’ quello che accade a Kitty e Nora quando, nel momento in cui si rivedono dopo molto tempo, riaffiorano tensioni e attriti.


Preparativi e addobbi
Natale è preparazione nell’attesa, più lunghi e laboriosi sono i preparativi per la festa, più questa si carica di intensità. Quando Paige chiede a Nora spiegazioni riguardo le sue origini ebree, la nonna si lancia in un’entusiasta organizzazione di un Natale multiculturale, con l’obiettivo di far conoscere alla nipote il significato di Hanukkah, la festa delle luci ebraica corrispondente al Natale cristiano. Ma Nora, seguendo la propria indole estremamente premurosa, eccede nel voler a tutti costi creare un’atmosfera che non può essere costruita. L’atmosfera nasce spontaneamente, senza quasi accorgersene, perché il Natale è fatto dai tanti piccoli momenti di preparazione, ancora meglio se condivisi: scegliere l’abete, predisporre gli addobbi, cucinare dolci e biscotti. E poi le luci, il segno più evidente della festa: proprio con il gesto dell’accensione delle luci si chiude la puntata della prima stagione dedicata al Natale, con tutta la famiglia radunata attorno all’albero.

 

Aneddoti e racconti
Natale è racconto, è sedersi comodi attorno ad un camino e rispolverare vecchie storie, aneddoti familiari, ricordi che tutti tenevano conservati in qualche cassetto della memoria. In queste occasioni basta una frase, un profumo, una canzone per riportarli in superficie, allora tutti sgranano gli occhi ed esclamano "sì, mi ricordo", attivando un meccanismo evocativo: ognuno aggiunge un particolare, una sfumatura o ricorda a sua volta un altro momento divertente, imbarazzante, commovente, in ogni caso pervaso da una dolce nostalgia. C’è sempre chi ricorda in modo imperfetto e viene corretto dagli altri, o chi volutamente preferisce alterare a proprio piacimento qualche dettaglio. Sono situazioni in cui i Walker si trovano perfettamente a proprio agio, sembra quasi di sentirli, ridere e sovrapporre le proprie voci in un chiacchiericcio caldo e intimo.

 

Gioco
Natale è gioco insieme. Per i Walker anche il gioco è tradizione, erano soliti infatti invitare un’altra famiglia, ugualmente numerosa, i Jones, per sfidarsi in giochi a squadre. Dopo tanto tempo, Nora e Kitty invitano i Jones per una rivincita. E’ divertente vedere Kevin e Tommy impegnati in mimi improbabili, Nora dare anima e corpo anche in una circostanza di svago come questa, Sarah mettere in scena riti portafortuna che non smettono di mettere in imbarazzo l’intero clan. Tutti, anche i più compassati, si fanno coinvolgere e allentano i propri freni inibitori tanto quanto basta per vedersi con occhi diversi. E’ un momento in cui si rinsaldano legami ed emerge in forma scanzonata lo spirito di squadra e l’affiatamento che fa da collante all’intera famiglia. L’obiettivo è raggiunto tanto più facilmente quanto più i giochi sono semplici, tradizionali e stimolanti per la fantasia.

 

Regali
"Natale non sarà Natale senza regali", scriveva Louisa May Alcott, come darle torto? Il rito dei regali, dal loro acquisto, passando per il confezionamento fino alla consegna, è un elemento irrinunciabile della festa. Anche l’usanza dello scambiarsi regali contiene in sé un fortissimo fattore di coesione: fare un regalo a qualcuno e riceverlo a propria volta crea legame, o lo rafforza. Il regalo è tanto più apprezzato quanto più testimonia un lavoro, una preparazione che ha reso indispensabile il pensare intensamente all’altro, ai suoi bisogni e a tutto quello che si vorrebbe per lui. Questo concetto è perfettamente condensato dal regalo che William aveva pensato per Kitty in occasione del suo compleanno, ma che lei decide di scartare solo ad un anno di distanza dall’improvvisa morte del padre. E’ una collana con un ciondolo, minimale e sobrio ma con un’incisione che vale più di mille parole: "be strong" (sii forte).

 

 

Pubblicato il: 24 dicembre 2007