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uno spot pubblicitario. E’ invece un gruppo di persone in cui i
difetti e le reciproche incomprensioni non mancano, ma diventano
il pretesto per crescere in modo costruttivo e, magari, cambiare.
In un ipotetico "manuale dei Walker", dove potrebbero
trovare spazio le innumerevoli abitudini, regole, stranezze che
delineano l’identità di questa famiglia, meriterebbero un capitolo
a parte i riti legati al Natale.
Il rito è per definizione
qualcosa che si ripete nel tempo seguendo le regole stabilite per
un modello originario. Per molti rito è sinonimo di vuoto,
esteriorità o mera formalità, e in parte è vero: perché il rito di
per sé è vuoto, è compito di ciascuno riempirlo di qualcosa,
dargli un significato e associarlo in tal modo a dei valori. Serve
coesione perché ciò avvenga e i Walker in questo sono maestri,
in fondo invidiamo loro il modo di fare eccentrico che emana
calore e senso di appartenenza, tutti quei piccoli segreti che
solo il loro ristretto cerchio conosce. Il bisogno di ritualità è
più forte proprio nei periodi di festa, in cui celebrare e
sentirsi parte di qualcosa gratifica e rende felici.
Pranzi e cene
Natale è mangiare insieme,
sedere allo stesso tavolo e condividere un pasto, possibilmente
luculliano. Per i Walker è frequente ritrovarsi tutti insieme
seduti alla tavola di mamma Nora, anche in momenti non
prestabiliti dal calendario. Ma poiché Natale è anche ritorno a
casa, possiamo prendere come esempio la cena organizzata per il
compleanno di Kitty, tornata per l’occasione da New York, l’ultima
cena che vede presente anche William, il capofamiglia. Mangiare
insieme è un rito molto meno scontato di quanto si creda, è
realmente piacevole sedere a tavola solo con persone a cui teniamo
e con cui abbiamo un rapporto di confidenza. Condividere un pasto,
specie se in una ricorrenza importante come il Natale, è un
momento di grande intimità, confronto e dialogo. Ma c’è anche il
rovescio della medaglia: un pranzo o una cena può essere anche la
circostanza ideale per far esplodere in modo eclatante rancori
covati e frustrazioni mai confessate. E’ quello che accade a Kitty
e Nora quando, nel momento in cui si rivedono dopo molto tempo,
riaffiorano tensioni e attriti.
Preparativi e addobbi
Natale è preparazione nell’attesa, più lunghi e laboriosi sono i
preparativi per la festa, più questa si carica di intensità.
Quando Paige chiede a Nora spiegazioni riguardo le sue origini
ebree, la nonna si lancia in un’entusiasta organizzazione di un
Natale multiculturale, con l’obiettivo di far conoscere alla
nipote il significato di Hanukkah, la festa delle luci ebraica
corrispondente al Natale cristiano. Ma Nora, seguendo la propria
indole estremamente premurosa, eccede nel voler a tutti costi
creare un’atmosfera che non può essere costruita. L’atmosfera
nasce spontaneamente, senza quasi accorgersene, perché il Natale è
fatto dai tanti piccoli momenti di preparazione, ancora meglio se
condivisi: scegliere l’abete, predisporre gli addobbi, cucinare
dolci e biscotti. E poi le luci, il segno più evidente della
festa: proprio con il gesto dell’accensione delle luci si chiude
la puntata della prima stagione dedicata al Natale, con tutta la
famiglia radunata attorno all’albero.
Aneddoti e racconti
Natale è racconto, è sedersi comodi attorno ad un camino e
rispolverare vecchie storie, aneddoti familiari, ricordi che tutti
tenevano conservati in qualche cassetto della memoria. In queste
occasioni basta una frase, un profumo, una canzone per riportarli
in superficie, allora tutti sgranano gli occhi ed esclamano "sì,
mi ricordo", attivando un meccanismo evocativo: ognuno aggiunge un
particolare, una sfumatura o ricorda a sua volta un altro momento
divertente, imbarazzante, commovente, in ogni caso pervaso da una
dolce nostalgia. C’è sempre chi ricorda in modo imperfetto e viene
corretto dagli altri, o chi volutamente preferisce alterare a
proprio piacimento qualche dettaglio. Sono situazioni in cui i Walker si trovano perfettamente a proprio agio, sembra quasi di
sentirli, ridere e sovrapporre le proprie voci in un
chiacchiericcio caldo e intimo.
Gioco
Natale è gioco insieme. Per i Walker anche il gioco è
tradizione, erano soliti infatti invitare un’altra famiglia,
ugualmente numerosa, i Jones, per sfidarsi in giochi a squadre.
Dopo tanto tempo, Nora e Kitty invitano i Jones per una rivincita.
E’ divertente vedere Kevin e Tommy impegnati in mimi improbabili,
Nora dare anima e corpo anche in una circostanza di svago come
questa, Sarah mettere in scena riti portafortuna che non smettono
di mettere in imbarazzo l’intero clan. Tutti, anche i più
compassati, si fanno coinvolgere e allentano i propri freni
inibitori tanto quanto basta per vedersi con occhi diversi. E’ un
momento in cui si rinsaldano legami ed emerge in forma scanzonata
lo spirito di squadra e l’affiatamento che fa da collante
all’intera famiglia. L’obiettivo è raggiunto tanto più facilmente
quanto più i giochi sono semplici, tradizionali e stimolanti per
la fantasia.
Regali
"Natale non sarà Natale senza regali", scriveva Louisa May Alcott,
come darle torto? Il rito dei regali, dal loro acquisto, passando
per il confezionamento fino alla consegna, è un elemento
irrinunciabile della festa. Anche l’usanza dello scambiarsi regali
contiene in sé un fortissimo fattore di coesione: fare un regalo a
qualcuno e riceverlo a propria volta crea legame, o lo rafforza.
Il regalo è tanto più apprezzato quanto più testimonia un lavoro,
una preparazione che ha reso indispensabile il pensare
intensamente all’altro, ai suoi bisogni e a tutto quello che si
vorrebbe per lui. Questo concetto è perfettamente condensato dal
regalo che William aveva pensato per Kitty in occasione del suo
compleanno, ma che lei decide di scartare solo ad un anno di
distanza dall’improvvisa morte del padre. E’ una collana con un
ciondolo, minimale e sobrio ma con un’incisione che vale più di
mille parole: "be strong" (sii forte).
Pubblicato il: 24 dicembre 2007
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