ARTICOLI

Cerca una serie:

Ricerca per: titolo | genere

Home // Articoli // Anteprime // La famiglia prima di tutto

 

 

 The Black Donnellys

La famiglia prima di tutto

Dagli sceneggiatori di Crash e Million Dollar Baby, entrambi premiati con l'Oscar per la miglior sceneggiatura, una nuova serie tv che racconta il disagio giovanile da tutt'altro punto di vista, pitturandolo con i colori scuri della criminalità e dell'abuso. The Black Donnellys, piccolo gioiello della serialità americana, ci trasporta nel mondo difficile e pericoloso di quattro fratelli, disposti a tutto per il bene della famiglia.

 

di: Michela Marinelli

 

"Un sacrificio protratto nel tempo può rendere il cuore una pietra", William Butler Yeats.
Una serie che introduce i propri episodi con citazioni di questo livello non può non fare sul serio. Ma attenzione, perché le altisonanti frasi di apertura potrebbero creare aspettative fuorvianti. E’ inevitabile infatti notare un contrasto (volutamente) stridente tra tali frasi e il tono della storia. Eppure alcune delle citazioni di inizio episodio ci sembrano il modo migliore per descrivere The Black Donnellys - la nuova serie midseason targata NBC - che racconta le vicende dei quattro fratelli irlandesi Donnelly e della loro implicazione nella criminalità organizzata newyorkese.

 

Siamo a Hell’s Kitchen e il tema cruciale è l’accesa rivalità tra la comunità irlandese e quella italiana. Un tema che riporta alla mente non poche

I quattro fratelli Donnelly, protagonisti della serie, sono interpretati da Thomas Guiry (Jimmy), Billy Lush (Kevin), Jonathan Tucker (Tommy) e Michael Stahl-David (Sean).

 

associazioni e riferimenti incrociati tra cinema e televisione: Ez Streets, I Soliti Sospetti, I Soprano, Sleepers, fino al recente e pluripremiato The Departed. Con queste illustri premesse non sembra facile riuscire nell’impresa di assorbire e metabolizzare gli spunti dei predecessori e tradurli in qualcosa di originale e non semplicemente "preso in prestito". Le menti dietro al progetto sono una garanzia da questo punto di vista: parliamo di Paul Haggis (anche regista del pilota) e Robert Moresco, già premiati con l’Oscar per Crash e insieme per Million Dollar Baby.

"Padre, sei morto una volta... non era abbastanza?", Anne Sexton.
La famiglia prima di tutto, così recita la tagline nella serie e bastano pochi minuti per capire come la fedeltà al nucleo familiare sia un valore essenziale per i Donnelly, priorità a cui ogni cosa merita essere subordinata, fine per cui ogni mezzo è lecito. Uniti tragicamente dalla morte del capofamiglia, i fratelli promettono di proteggersi a vicenda, ad ogni costo. C’è Jimmy, il maggiore, tossicodipendente e perennemente invischiato in situazioni illecite. Tommy, il secondogenito, è invece il vero leader, determinato e assennato. Kevin è forse il personaggio meno caratterizzato, scansafatiche e poco incline al dovere. Infine c’è Sean, il più piccolo, noto per il successo con le ragazze e ritenuto dai fratelli ancora troppo giovane per gli affari sporchi in cui la famiglia è coinvolta. Altro personaggio centrale per la storia e particolarmente vicino ai Donnelly è Joey 'Ice Cream', amico d’infanzia dei fratelli e voce narrante della serie. Joey ricostruisce, dal carcere in cui è rinchiuso, la storia dei Donnelly, montandola attraverso i suoi ricordi. E’ un esempio perfetto di narratore inattendibile: ha il potere di stoppare, riprendere e deformare la vicenda a proprio piacimento.

 

"Essere irlandese è avere la certezza che prima o poi il mondo ti spezzerà il cuore", Daniel Patrick Moynihan.
Nella serie l’essere irlandesi esercita un peso rilevante. Se da un lato sono la cultura, l’etica e i valori di questo popolo a essere esaltati, dall’altro si scende spesso nelle caratteristiche stereotipate che da sempre gli sono state attribuite: la dedizione all’alcol e alle droghe, e il coinvolgimento nella criminalità. In ogni caso non manca una critica ironica e neppure tanto velata a tale immagine abusata. "Gli irlandesi sono stati sempre vittime di stereotipi negativi. Le persone credono che siamo tutti ubriaconi e rissosi. A volte questo ti fa andare fuori di testa al punto che tutto ciò che vuoi fare è ubriacarti e picchiare qualcuno", con queste parole Joey descrive la situazione paradossale del suo popolo.

 

La critica non è stata sempre benevola con la serie, anche per la rappresentazione dell’essere irlandese, giudicata da alcuni superficiale. Il Boston Globe ha definito lo show come "una pallida imitazione de I Soprano", con gli irlandesi al posto degli italiani e un cast giovane. Tuttavia proprio quest’ultimo aspetto è uno dei punti di forza: gli attori sono volti giovani e quasi tutti alla prima esperienza importante (Jonathan Tucker, Olivia Wilde, Billy Lush, Tom Guiry e Kirk Acevedo, tanto per citarne alcuni), e apportano una recitazione fresca e convincente già dal pilota, talmente ben costruito da poter essere considerato una storia a sé stante.

 

"Per un momento le bugie diventano verità", Fëdor Dostoevskij.
La discrepanza tra realtà e apparenza, la legge come mera finzione, la mancanza di qualsiasi punto di riferimento e l’impossibilità di definire dove stia realmente il bene e dove il male, sono tutti temi ambiziosi che The Black Donnellys tenta di esplorare, mescolando ironia, violenza (troppa, secondo alcuni) e sentimento. Tuttavia, gli ascolti non esaltanti hanno portato alla cancellazione dal palinsesto dello show, che è stata sostituito dal reality The Real Wedding Crashers. I fan americani hanno potuto vedere gli episodi conclusivi in streaming sul sito nella NBC. Nella speranza di vedere presto questo telefilm sugli schermi italiani, ci auguriamo che la rete accolga le numerose richieste e petizioni dei fan e prenda in considerazione l’ipotesi di dare un prosieguo alla serie.

 

 

Pubblicato il: 15 giugno 2007