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 Scrubs

JD: un burlone in corsia

E' la star del circo, il pagliaccio che sa come far ridere anche l'ammalato più sofferente. Imbarazzante, pasticcione, sentimentale fino allo svenimento, JD (John Dorian, alias Zach Braff) faccia di pongo è l'anticonformista dei dottori per eccellenza, l'unica alternativa buona a Gregory House.

 

Scritto da: Michela Marinelli

 

E' lo sguardo che ci conduce per i corridoi del Sacro Cuore, filtra per noi, attraverso i suoi pensieri e le sue stravaganti fantasie, persone e avvenimenti, che arrivano allo spettatore in una forma bizzarra e decisamente inusuale, una forma che lascia disorientati in un primo momento, ma che conquista subito dopo fino a pensare di non poterne più fare a meno. John Dorian, meglio conosciuto come JD, è il protagonista di Scrubs, una delle serie più originali e divertenti degli ultimi anni. Ambientata in un ospedale, il Sacro Cuore appunto, Scrubs racconta le vicende di medici, infermieri e pazienti con un tono unico nel suo genere, dissacrando e trasformando in parodia i classici di

Zach Braff nei panni di JD, l'insolito e irresistibile dottore protagonista della sitcom Scrubs.

ambientazione ospedaliera. Si fa così pioniera di una comicità atipica, surreale, a tratti ricercata. Scrubs, giunto ormai alla sesta stagione negli Stati Uniti (in Italia è attualmente in onda la quinta stagione inedita su Mtv, mentre è già disponibile nei negozi il cofanetto DVD della quarta), si posiziona come serie di nicchia: non raggiunge ascolti esaltanti pur restando un cult per i fedelissimi fan.

Il creatore, Bill Lawrence, era alla ricerca di un protagonista "dalla sensibilità bizzarra" come voce narrante e filo conduttore dell'intera storia. Di certo ha trovato in Zach Braff, interprete di JD, un attore che incarna perfettamente tale idea, sia come fisicità, sia per le capacità recitative. Braff ha saputo dare un'impronta personalissima e uno stile inconfondibile al personaggio, rendendolo irresistibile e amatissimo dal pubblico.

"Divento un po' scemo quando sono nervoso": è una delle prime cose che JD ci racconta di se stesso, proprio quando si appresta ad iniziare il tirocinio, tormentato dall'atroce dubbio di non essere all'altezza. E' insicuro, impacciato, ma anche estremamente generoso e sensibile. Non ama il rischio, basti pensare che un flash back sulla sua infanzia ce lo mostra giocare a frisbee munito di casco protettivo, ma è comunque in costante lavoro su stesso, cerca di crescere e migliorarsi sfidando i propri limiti. Premuroso e attento ai suoi pazienti, non resiste dal costruire con loro un rapporto umano di confidenza. Quando una paziente gli comunica serenamente di rifiutare le cure perché pronta a morire, JD irrompe nella sua stanza con una lista di cose che tutti dovrebbero fare almeno una volta nella vita. Ma è chiaro che è lui ad essere spaventato e ad avere bisogno di un abbraccio dalla paziente. Più si fa scoprire, più ci rendiamo conto che è in realtà molto più complicato di quanto voglia far credere. D'altra parte possiamo affermare senza remore di conoscerlo: abbiamo accesso a tutti i suoi pensieri, ci è concesso il privilegio di entrare nella sua mente eccentrica e visualizzare distintamente tutto ciò che la attraversa. Lo vediamo perdersi nel labirinto dei suoi vagheggiamenti, volgere lo sguardo verso un punto imprecisato, con quell'espressione trasognata e vagamente svanita che ormai riconosciamo immediatamente. Lo sentiamo parlare a se stesso, incoraggiarsi, caricarsi, autoconvincersi del proprio savoir faire, controllarsi per scegliere la cosa giusta, salvo poi fare sistematicamente l'esatto contrario, producendo risultati imprevisti e spesso piuttosto imbarazzanti. Come quando, alla fine del suo primo turno, si complimenta con se stesso compiaciuto: "Almeno ho passato i primi tre giorni senza sembrare un idiota", per poi non accorgersi di una porta e sbatterci rovinosamente contro.

Ma pensare troppo intensamente può causare anche altri inconvenienti, specie se si è costantemente in bilico tra ciò che si deve dire e ciò che invece si vorrebbe dire: non è raro che le riflessioni surreali di JD invadano la realtà in modo imprevedibile, suscitando lo stupore dei presenti che spesso dubitano della sua sanità mentale. Per lui un modo di dire non è una semplice metafora, ma un'allucinazione di cui far partecipi noi spettatori. Ecco allora che quando Carla, accusandolo di insensibilità, lo invita a mettersi nei suoi panni, JD la prende alla lettera e si immagina effettivamente nella ristretta divisa della collega, tanga compreso. Oppure quando si accorge di essere intervenuto a sproposito in una lite tra Elliot e Carla, e sogna di poter mandare indietro il tempo tirando una leva, per poi fallire di nuovo.

Ma è nei rapporti con gli altri che JD dà il meglio di sé, manifesta quasi indistintamente un bisogno vitale per il contatto umano, caratteristica che lo rende tenero e affettuoso. L'amicizia con Turk mette in moto gran parte delle situazioni più esilaranti. Grandissimi amici da sempre, si dilettano a ideare scherzi strampalati e ridono a battute di una comicità tutta loro, costruita in anni di conoscenza. JD appare quasi dipendente da Turk, tanto da non vivere serenamente le tappe di crescita che li porta ad allentare il loro rapporto fraterno. "Io sono un tipo strano, imbranato, era come se tu mi valorizzassi", dice JD a Turk quando è in procinto di lasciare la casa che hanno a lungo condiviso. Il rapporto con il Dr. Cox è altrettanto significativo. Sin dall'inizio JD vede in lui il proprio mentore, è alla continua ricerca di un suo cenno di approvazione, e i modi spesso poco ortodossi del medico (un esempio su tutti: l'abitudine di Cox di affibbiargli epiteti femminili, giusto per sottolineare l'emotività del ragazzo e il suo essere un po' "femminuccia") non fanno che acuire questa necessità. Ogni affermazione di Cox che assomigli anche solo lontanamente ad un complimento è per lui motivo di incontenibile gioia ed entusiasmo. JD riscuote grande successo con le donne, attratte da quell'aria imbranata, ma anche così teneramente ingenua. In particolare con la collega Elliot vive un rapporto travagliato e altalenante, fatto di tira, molla e tempi perennemente sbagliati.

Ci si chiede a questo punto come potrebbe continuare Scrubs senza JD alla luce delle recenti voci, poi smentite, di un possibile abbandono di Zach Braff. Egli ha infatti espresso il desiderio di dedicarsi al cinema, visto il successo de La Mia Vita a Garden State, il primo film da lui scritto e diretto, ma soprattutto in seguito alla recente uscita di The Last Kiss. Proprio in quest'ultimo (la cui uscita nelle sale italiane è prevista per autunno inoltrato), Braff recita a fianco di Rachel Bilson (la Summer di OC) ed interpreta la parte che fu di Stefano Accorsi nella versione italiana. Braff si mostra come un attore particolarmente adatto ad un certo tipo di ruoli, per fisionomia, mimica e gestualità. Il Michael di The Last Kiss sembra infatti avere qualcosa in comune col JD di Scrubs: sono entrambi giovani uomini alle prese con la paura di crescere, l'ansia di fronte alle responsabilità e il panico del cambiamento. E chissà se il Michael del film riuscirà a fare propria una delle riflessioni di fine episodio di JD: "Il cambiamento è inevitabile, il segreto è provare a tirarne fuori il meglio".

 

 

Pubblicato il: 13 novembre 2006